Lo sport come missione: Marco Pellizzon

…la disabilità in realtà ha pochi confini e la tecnologia può aiutare a superarli.

Abbiamo intervistato Marco Pellizzon, specialista di carrozzine e ausili per lo sport.

Quale percorso formativo hai seguito? Qual è la tua specializzazione?

Sono un ingegnere delle telecomunicazioni, specializzato in tecnologie per disabili: dopo il corso di laurea presso la facoltà di ingegneria dell’università di Pisa, ho seguito un master di un anno presso l’Università di Trieste per specializzarmi in tecnologie assistive per le disabilità.

La passione e l’interessamento specifico verso gli ausili per lo sport è il nato con il tempo, poiché sono appassionato di sport in generale.

 

Come viene pianificata la realizzazione e la personalizzazione di un ausilio per lo sport?

Carrozzina da TennisPrima di tutto è ovviamente necessario capire qual è la tipologia di attività sportiva che si vuole svolgere, poiché esistono carrozzine (e ausili in generale) con configurazioni e forme specifiche, che variano da sport a sport: ad esempio, le carrozzine da basket e quelle da tennis differiscono molto in forme e dimensioni.
In generale comunque realizzare un ausilio per lo sport significa costruire un dispositivo personalizzato al 100% e su misura rispetto alle caratteristiche fisiche e atletiche della persona; non esistono quindi delle procedure standard per pianificare la realizzazione di un ausilio per lo sport.

 

Come viene seguito il paziente una volta consegnato l’ausilio sportivo? Che tipo di supporto riceve?

Un ausilio per lo sport è un ausilio al quale vengono richieste maggiori prestazioni rispetto a un ausilio per la vita di tutti i giorni, per questo è molto più stressato e soggetto ad usura.

Ortopedia Michelotti si è quindi attrezzata per dare supporto tecnico costante anche dopo la consegna e spesso gli atleti vengono seguiti anche durante le competizioni.

 

Puoi raccontarci un caso particolare che ti ha particolarmente colpito?

Probabilmente quello di Massimiliano Mattei, un ragazzo paraplegico di Livorno a cui abbiamo realizzato un prototipo di scocca rigida per andare sul surf… un esempio di come la disabilità in realtà ha pochi confini e di come la tecnologia applicata a questo campo può aiutare a superarli.

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