Inaugurazione a Follonica!

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Sabato 18 febbraio 2017 Michelotti Ortopedia ha avuto l’immenso piacere di inaugurare un nuovo punto vendita all’interno della splendida cornice costiera della città di Follonica.

Dopo il consueto rinfresco, i partecipanti hanno avuto modo di visitare in anteprima i locali del nuovo centro Michelotti, e di partecipare a un piccolo convegno inaugurale.

Un ringraziamento sentito va a tutti i presenti, agli ospiti, e ai ragazzi del nostro Staff che come sempre dimostrano tanta voglia di fare, impegno e professionalità: da oggi, infatti, anche gli abitanti di Follonica e dintorni potranno approfittare di tutta la competenza e serietà dei nostri collaboratori, e di approfittare della qualità che contraddistingue da sempre Michelotti Ortopedia.

Vuoi venire a trovarci? siamo in Via del Turismo 15… ti aspettiamo!

 

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I traumi del ginocchio nello Sci Alpino

I traumi più frequenti a carico dell’articolazione del ginocchio sono le distorsioni: i meccanismi di infortunio variano da sport a sport, noi andremo ad analizzare quelli che si verificano nell’ambito dello sci alpino, che tra l’altro sono anche i più frequenti.

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La traumatologia dello sci è notevolmente cambiata negli ultimi decenni a causa dell’evoluzione che ha riguardato i materiali da sci. In passato l’energia torsionale prodotta in caso di caduta si caricava principalmente a livello dei 2/3 inferiori della gamba producendo più frequentemente fratture malleolari o tibiali. Negli anni ’70 la progressiva introduzione di scarponi di plastica con scafo più alto e rigido rispetto ai più vecchi scarponi in cuoio, ha spostato verso il ginocchio l’energia torsionale derivante da una caduta.

Ciò ha determinato un enorme incremento del numero di distorsioni di ginocchio, a fronte di un corrispondente calo del numero di fratture malleolari e/o di gamba. È interessante notare come tale incremento si sia verificato nonostante sia aumentata la sicurezza globale dei sistemi di protezione sulle piste e nonostante sia aumentata l’efficacia degli attacchi di sicurezza. I motivi di tale fenomeno vanno ricercati, oltre che nella aumentata altezza e rigidità degli scarponi, anche nel notevole incremento delle velocità di percorrenza delle curve, sia in discesa libera che negli slalom,  tanto da ridurre al minimo il margine di recupero dell’atleta in caso di errore tecnico. Il numero delle distorsioni di ginocchio è oggi talmente elevato da poter affermare che, dagli anni ’80, è iniziata l’era del crociato da sci.

Lesioni da sci

 

LESIONI

La lesione isolata più frequente riguarda il Legamento Collaterale Interno (L. C. I.), poiché la lesione isolata del Legamento Crociato Anteriore (L. C. A.) si verifica solo nel 20% dei casi, e ancora più rara è la lesione isolata del Legamento Collaterale Esterno (L. C. E.).

Nel caso di lesioni combinate, si ha quasi sempre la lesione del L. C. A. che a sua volta si associa alla rottura di almeno uno dei due menischi. Una delle lesioni combinate più frequenti è rappresentata da quella che viene definita la “triade infausta di Trillat”, in cui è presente la lesione del L. C. A., del L. C. I. e del menisco interno.

Esaminiamo ora i vari meccanismi con i quali può essere prodotta una lesione dei legamenti del ginocchio e come alcune di queste lesioni, negli atleti di alto livello, si possano verificare anche in assenza di caduta.

VALGO-STRESS PURO: è uno dei meccanismi di rottura più frequenti in assoluto. Determina la rottura isolata del legamento collaterale interno.

VARO-STRESS PURO: è un meccanismo traumatico piuttosto raro attraverso il quale si produce la lesione isolata del legamento collaterale esterno.

VALGO-ROTAZIONE ESTERNA: è il meccanismo più frequente di rottura del L. C. A. . Avviene mentre il piede è bloccato al suolo e ruota all’esterno rispetto alla direzione di avanzamento, il corpo continua il suo moto verso l’avanti e allo stesso tempo si accentua l’angolo di valgismo tra il femore e la tibia.

VARO-ROTAZIONE INTERNA: meccanismo più raro nel quale il piede è bloccato al suolo e ruota all’interno rispetto alla direzione di avanzamento mentre il corpo continua il suo moto verso l’avanti e si accentua l’angolo di varismo tra il femore e la tibia.

ROTTURA DA SCARPONE: si verifica in seguito ad un improvviso arretramento del baricentro con conseguente tentativo dell’atleta di ristabilire la centralità dell’assetto facendo leva sul bordo posteriore dello scarpone.

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Inoltre, esaminando con attenzione gli incidenti subiti dagli atleti possiamo individuare tre modalità attraverso le quali un arretramento del baricentro possa portare alla rottura del L. C. A. , e la lesione non è causata dalla caduta ma dal bordo posteriore dello scarpone che trasmette al ginocchio l’energia meccanica accumulata durante l’arretramento.

Esaminiamo queste modalità una ad una:

RECUPERO DA POSIZIONE IN ARRETRAMENTO: L’atleta perde centralità, si appoggia prevalentemente su un solo sci e arretra il suo baricentro. Il ginocchio dell’arto in appoggio è in iperflessione ed extrarotazione, mentre il quadricipite si contrae per ristabilire l’equilibrio e la gamba è bloccata nel sistema sci-attacchi-scarpone, sollecitando un’ulteriore spinta passiva sulla tibia verso l’avanti.

ATTERRAGGIO DA UN SALTO SU PENDIO PIATTO: Un errore tecnico durante la fase di stacco o di volo può causare un arretramento del baricentro durante l’atterraggio che, se avviene su terreno con scarsa pendenza, comporta un aumento dell’energia di impatto al suolo. In queste condizioni l’arretramento del baricentro causa una iperflessione del ginocchio difficilmente contrastabile dall’atleta e può produrre una rottura del L. C. A. con le stesse modalità osservate al punto precedente.

ATTERRAGGIO DA UN SALTO SU PENDIO RIPIDO: È la modalità più nuova osservata all’inizio degli anni ’90 in alcuni incidenti occorsi durante le gare di coppe del Mondo. L’atleta, durante la fase di volo, arretra ed inclina lateralmente il suo baricentro cosicché la prima fase dell’atterraggio avviene scaricando tutta l’energia sulla porzione posteriore di uno solo dei due sci che subisce una notevole deformazione in flessione.

Sci

 

CONCLUSIONI

Anche se il meccanismo classico di lesione del L. C. A. è il trauma in valgo-rotazione esterna, nella pratica dello sci esistono alcuni meccanismi lesivi specifici, caratterizzati spesso dal livello tecnico dello sportivo, e spesso determinati anche dalla tipologia delle attrezzature.

Negli sciatori di livello medio-basso, un meccanismo lesivo caratteristico è il “Phantom foot mechanism”, in cui a seguito di una perdita di equilibrio con il trasferimento del baricentro posteriormente, si caricano le code degli sci; ne consegue un trasferimento del carico sullo sci a valle con relativo aumento della presa di spigolo e accelerazione dello sci stesso: lo scarpone applica una forza traslante anteriore dell’epifisi prossimale della tibia con tensione e successiva possibile rottura del L. C. A., che può spesso associarsi alla lesione del L. C. I. dovuta alla caduta con stress in valgo del ginocchio.

Un ultimo e più raro meccanismo di lesione è rappresentato dall’iperflessione del ginocchio con rotazione interna della tibia, di nuovo caratteristico dei principianti a causa della tipica posizione arretrata di discesa.

È importante sottolineare come proprio la minor incidenza di un meccanismo traumatico di tipo torsionale, determini la netta riduzione dell’incidenza di lesioni meniscali associate a lesioni del L. C. A. nella popolazione di sciatori rispetto alla popolazione di soggetti praticanti altri sport.

In tale tipologia di lesioni è essenziale una accurata diagnosi per poter correttamente impostare il trattamento adeguato; nelle lesioni complete isolate del L. C. A. sarà indicata la sua ricostruzione con le ormai diffuse e consolidate tecniche che prevedono l’uso di innesti autologhi, di cui i più utilizzati sono il tendine rotuleo ed i tendini del gracile e del semitendinoso duplicati.

Nelle lesioni combinate (L. C. A. + L. C. M.) usualmente è preferito attendere la guarigione del L. C. M. in brace (lesioni di I e II) con successiva ricostruzione del L. C. A., lasciando il trattamento chirurgico simultaneo nelle lesioni più gravi (lesione III del L. C. M. + lesione L. C. A.).

Negli ultimi tempi il miglioramento delle conoscenze biomeccaniche e funzionali dell’articolazione, unito ad un perfezionamento delle tecniche chirurgiche, ha dato impulso a nuove metodiche come la tecnica ricostruttiva del “doppio fascio”:  questa tecnica consiste  nella ricostruzione distinta del fascio AM e PL del L. C. A. , al fine di riprodurre il più fisiologicamente possibile la funzione stabilizzatrice del L. C. A. sia nella sua componente postero-anteriore che in quella rotazionale.

Anche nell’ambito delle lesioni parziali del L. C. A.  la chirurgia ha avuto grande impulso negli ultimi tempi tendendo alla ricostruzione del fascio lesionato con ST duplicato.

Sono auspicabili ulteriori studi che possano indicare una razionale diversificazione nel trattamento chirurgico in funzione delle varie specialità, come ad esempio l’uso del tendine rotuleo o, quando possibile, l’uso del solo semitendinoso triplicato o quadruplicato.

 


BIBLIOGRAFIA

•             Sci Italiano (FISI-CONI)

•             Sci Italiano 2004 (FISI-CONI-COLNAZ-AMSI)

•             Le forze da allenare nello sci alpino- P.Artico

•             La riabilitazione negli sport invernali e di montagna- G. Roi e F. Tencone

•             Il ginocchio, biomeccanica, traumatologia, riabilitazione-  N. Biscotti

•             Traumi da sci: lesioni capsulo-legamentose di ginocchio nello sci agonistico- H. Schonhuber e R.Leo

•             www.telemarktribe.com

•             www.isokinetic.com 

•             www.sportinvernali.com

•             www.teamsalute.it

•             www.pubmed.com

•             www.loran-engineering.com

•             www.ortholabs.it

•             www.stampasportiva.com

•             www.trauma-sport.it

•             www.sanitaritalia.it

•             www.footclinic.it

•             www.riabilitazione-sportiva.it/gin_traumatismi.html

•             www.riabilitazione-sportiva.it/ginocchio.html

•             www.emergenzemediche.net/emme0042.htm

•             www.fisioterapia-riabilitazione.com/fratture-del-ginocchio.html

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Lo sci alpino: consigli utili per la preparazione

SciLo sci alpino è uno sport praticato ormai da buona parte della popolazione ma, troppo spesso affrontato con leggerezza e senza una buona preparazione fisica, necessaria invece, affinché il nostro organismo possa affrontare questa attività in sicurezza e facendo il possibile per scongiurare eventuali infortuni.

È uno sport particolarmente impegnativo, richiede resistenza, capacità propriocettiva ed una buona esplosività, anche se non praticato a livello agonistico: infatti, se non adeguatamente preparati, il nostro organismo può facilmente risentire delle eccessive e ripetute sollecitazioni.

Per lo sciatore cosiddetto “della domenica”, la preparazione può essere eseguita tranquillamente anche da casa propria.
Sono necessari alcuni semplici attrezzi: un tappetino, una tavoletta propriocettiva, una corda e una cyclette o qualsiasi altro attrezzo per fare riscaldamento, anche un semplice scalino.

È fondamentale riscaldare il corpo, muscoli e articolazioni per almeno 10 minuti per poi passare successivamente ad un lavoro aerobico attraverso una maggiore intensità fisica, alternando periodi con frequenza cardiaca media a periodi di frequenza cardiaca alta, in modo da preparare così l’apparato cardio-respiratorio a sostenere sforzi ripetuti e protratti nel tempo.

stretchingAltro punto basilare è allenare la resistenza.
Dobbiamo quindi preferire esercizi che coinvolgano le grandi masse muscolari compresa la parte superiore del corpo troppo spesso sottovalutata andando quindi ad allenare trapezi, dorsali, addominali, pettorali, bicipiti, tricipiti ecc…
Uno degli esercizi più utilizzati per il potenziamento è lo squat, ma attenzione perché potrebbe diventare, se non eseguito correttamente e con il giusto carico, uno degli esercizi più nocivi per schiena e ginocchia.

La forza esplosiva invece, serve ad aumentare la rapidità di esecuzione attraverso salti, balzi e piegamenti ed è anche complice di una stimolazione propriocettiva necessaria per un buon equilibrio neuro-muscolare.
Per ottenerlo, sono dunque utili tutti gli esercizi propriocettivi, fondamentali per abituare il corpo ai terreni instabili, ai continui cambi di direzione e ritmo tipici dello sci.
Devono essere obbligatoriamente eseguiti a piedi nudi con l’ausilio di tavolette oscillanti in modo da simulare la sciata. Si tratta quindi di una stimolazione neuro-motoria utile ad educare i riflessi ed avere un controllo ottimale del corpo nello spazio.

Ultimo, ma non per questo meno importante un buono stretching, in modo da riportare i muscoli nello stato di allungamento iniziale, attività da eseguire molto lentamente e senza mai sentire dolore.

Cento anni di Michelotti: grazie a tutti!

Anche se è passato un po’ di tempo dall’eccezionale evento della celebrazione del nostro Centenario di attività, i ricordi e le memorie di quella giornata indimenticabile rimangono vividi in ognuno di noi.

Vogliamo innanzitutto pubblicare l’album fotografico con le immagini più belle di quei momenti, che hanno visto come protagonisti tanti amici, vecchi e nuovi, riunirsi per celebrare quelli che sono stati 100 anni di vera e propria storia.

La nostra storia è fatta di esperienze, di vita, di persone, di racconti… racconti che abbiamo voluto condividere con tutti in questa giornata DAVVERO speciale, e vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno partecipato, tutti gli sponsor e tutte le ditte che hanno contribuito a supportare la giornata e a tutti gli amici e tutti coloro che negli anni hanno seguito questo percorso al nostro fianco.

Grazie di ♥!

Un Ostacolo per Amico – Edizione 2016

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Un Ostacolo per Amico 2016

In occasione dell’anno del suo centenario, Michelotti Ortopedia è lieta di presentare la seconda edizione dell’evento “Un Ostacolo per Amico”, che già ha avuto grande successo nel settembre dello scorso anno.

La manifestazione prevederà incontri con grandi atleti del panorama paralimpico italiano, dimostrazioni sportive e tavole rotonde sugli argomenti in tema.

Vi aspettiamo numerosi per la giornata di sabato 17 settembre presso la sede centrale di Michelotti Ortopedia, in via di Tiglio 1611/M-S a San Filippo (Lucca).

Ti aspettiamo!

PROGRAMMA DELLA GIORNATA:

h 16.30
Presentazione dell’evento e saluto ai partecipanti
Loris Figoli

h 16.45
Saluto alle autorità e presentazione degli organizzatori

h 17.00/18.15
Inizio Convegno Tavola Rotonda “Un Ostacolo per Amico”
(Arturo GuidiMassimo Porciani)

Moderatori
Arturo Guidi – Presidente Panathlon International Lucca
Massimo Porciani – Presidente CIP Toscana

Partecipanti
Lorenzo Michelotti – (Michelotti Ortopedia, membro della ISPO International Society for Prosthetics and Orthotics Italia)
Andrea Lanfri – Primatista italiano 100mt cat. T33
Emiliano Malagoli – Pilota Motociclismo Internazionale, Presidente Associazione Di. Di.
Dario Ercolano – Pugilato
Vittoria Giordano - Nazionale Italiana Tiro a Segno
Alessia Biagini – Nazionale Italiana Scherma
Salvatore Iudica – Nazionale Italiana Calcio
Nicola Codega - Tennis

h 18.30
Saluto ai partecipanti in collegamento video dalle Paralimpiadi di Rio
(Sara Morganti)

h 19.00
Aperitivo con Live Cover Band e Special Guest

h 20.00
Presentazione Video Michelotti Centenario
Presentazione Mostra Michelotti Centenario
Presentazione Pubblicazione Centenario
(Claudio Dell’AmicoLorenzo Michelotti)

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Il plantare sportivo: parla l’esperto Marco Davini

Per la rubrica approfondimenti, Michelotti intervista il suo esperto di plantari, il Dott. Marco Davini.

 

Plantare sportivo Michelotti

Che differenza c’è tra un plantare sportivo e un plantare classico? 

La differenza principale tra un plantare classico e uno sportivo sta nell’uso: mentre il primo accompagna la persona nella vita di tutti i giorni, il plantare sportivo deve rispondere alle sollecitazioni che il piede riceve durante l’attività sportiva, sollecitazioni ben più intense rispetto a quelle a cui viene sottoposto il piede normalmente. La differente risposta a questo tipo di attività viene fornita grazie all’uso di materiali differenti, spesso più flessibili e performanti, che possono variare anche in base al peso stesso della persona.

 

Quali passi vengono seguiti per la progettazione e la realizzazione di un plantare sportivo?

Prima di tutto viene fatta una visita baropodometrica per monitorare gli appoggi del piede, sia quando il paziente è fermo che quando è in movimento; a seguire viene presa l’impronta del piede in posizione neutra, con bende gessate o schiume fenoliche.

Una volta lavorato il gesso e preparato lo stampo, viene realizzato un plantare con anima flessibile e rivestimento più o meno spesso, in base allo sport specifico che l’atleta andrà a fare.

 

Qual è la vita media di un plantare di questo tipo?

Solitamente la durata di un plantare va in base all’utilizzo e al tipo di materiale con cui viene costruito, quindi l’età media può variare in base a molti fattori; sta di fatto che, ogni sei mesi a seguire, verrà effettuato un controllo, che ha il duplice scopo di controllare lo stato del prodotto e di mantenere un rapporto duraturo e costante con il cliente.

 

Se avessi bisogno di un plantare sportivo, cosa posso fare per averne uno su misura?

Sicuramente il primo passo verso un piede più sano è quello di contattarci subito e prendere appuntamento per un’analisi strumentale!

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LE SFIDE: LA STORIA DI ANDREA LANFRI

Maggiore è la stima che nutriamo di noi stessi, migliore è la percezione che la gente avrà di noi. Difficile crederci, per chi è abituato a vedere solo l’immagine.

Andrea Lanfri ha perso entrambe le gambe a causa di una grave malattia. Nel giro di un anno, la sua vita è cambiata diametralmente: vogliamo raccontarvi come.

Foto Andrea Lanfri arrampicataCi racconti qualcosa di te?
Il mio nome è Andrea Lanfri, vivo a S. Andrea di Compito, un paesino vicino Lucca da quando sono nato e ho 29 anni. Un anno fa, nel gennaio del 2015, a causa di una malattia conosciuta come meningite fulminante ho perso entrambe le gambe dal ginocchio in giù e quasi tutte le dita di entrambe le mani,a e ho solamente i pollici. Grazie alle protesi e a molto duro lavoro, sono tornato a camminare di nuovo, e in meno di un anno ho ricominciato a correre, arrampicare, allenarmi, e a prepararmi per la stagione competitiva del 2016.

Come hai conosciuto Michelotti Ortopedia? Che supporto ti ha offerto?
Dal momento in cui si è rivelato necessario l’uso di protesi per poter tornare a camminare, io e la mia famiglia ci siamo rivolti a Michelotti Ortopedia, che ha seguito sin da subito il mio caso, offrendomi tutto il supporto di cui avevo bisogno. Ricominciare a camminare è stata un’impresa titanica che mi è costata tanta fatica e dolore: all’inizio non riuscivo a stare molto in piedi come riesco a starci adesso, perché la protesi è comunque un corpo estraneo, non è semplice come indossare un paio di scarpe, ma grazie alla mia forza di volontà, al supporto di famiglia e amici e alla professionalità di Michelotti, oggi sono tornato a camminare, correre e nuotare, e anche a riprendere la mia passione più grande, ovvero la montagna, riprendendo in mano la mia autonomia e indipendenza.

Inoltre, grazie a Michelotti, dove ho trovato molto sostegno in tutto, e anche grazie a tante altre società e associazioni che si sono offerte di aiutarmi, sono riuscito a raccogliere abbastanza fondi per realizzare un paio di protesi da corsa, che mi hanno permesso di tornare in pista, in montagna, e di riprendere ad allenarmi a livelli competitivi, oltre ad aiutarmi con un mio progetto speciale che cercherò di realizzare a fine anno: un cammino di ben 800 km.

Foto Andrea Lanfri ArrampicataCome affronti la disabilità nel quotidiano?
Ho dovuto imparare nuovamente a camminare, scrivere e mangiare. Il mio nemico più grande è diventata la quotidianità con cui combattere ogni giorno e che ogni giorno mi pone davanti nuove sfide, che però affronto a testa alta.
Ho imparato a valorizzare ciò che ho senza pensare a cosa non ho più, e a vedere il lato positivo in ogni situazione, seguendo i miei sogni, le mie passioni e le mie ambizioni.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Voglio tornare a correre, a gareggiare, voglio provare di nuovo il brivido della corsa, il vento in faccia. Le protesi “normali” questo non lo consentono, ma con protesi apposite posso finalmente tornare in pista e rimettermi in gioco. Sarà solo un’altra sfida da superare, e la affronterò come sempre: positivo, col sorriso sulle labbra e con la voglia di raggiungere la vetta.

Che messaggio vorresti lasciare a chi si trova ad affrontare una disabilità?
Voglio incoraggiare altre persone disabili dire loro di non abbattersi, ma guardare la vita con fiducia. Basta volere, i limiti sono fatti per essere superati: maggiore è la stima che nutriamo di noi stessi, migliore è la percezione che la gente avrà di noi. Difficile crederci, per chi è abituato a vedere solo l’immagine.

Puoi scoprire di più su Andrea consultando il suo sito web: www.lanfriandrea.it

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UN OSTACOLO PER AMICO: GRAZIE A TUTTI!

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L’evento “Un Ostacolo per Amico”, tenutosi venerdì 25 settembre in occasione del Settembre Lucchese presso la sede di Michelotti Ortopedia, ha riscosso un grandissimo successo e un numero impressionante di partecipanti.

La partecipazione di tutti i presenti alle varie attività, sia di discussione che dimostrative, hanno spianato ogni barriera, permettendo così a tutti di godere appieno di questa splendida giornata dedicata allo sport e alla vita.

Grazie ancora a tutti i protagonisti che hanno preso parte all’evento, portando la loro testimonianza e raccontandoci la loro storia, ma grazie anche a tutti coloro che hanno partecipato.

Alla prossima!

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Un Ostacolo per Amico – Sport e Disabilità

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Un ostacolo per amico

Panathlon Club Lucca, in associazione con Michelotti Ortopedia, Istituto Fermi, Comitato Paralimpico per la Toscana e UNVS, ti invita a “Un Ostacolo per Amico – Sport e Disabilità“: la manifestazione prevederà incontri con grandi atleti del panorama paralimpico italiano, dimostrazioni sportive e tavole rotonde sugli argomenti in tema.

L’evento avrà luogo nel contesto del Settembre Lucchese, e si terrà presso la sede centrale di Ortopedia Michelotti, in via di Tiglio 1611/M-S a San Filippo (Lucca).

Non mancare!

PROGRAMMA DELLA GIORNATA:

h 09.00
Presentazione della giornata
e Saluto alle autorità
Arturo Guidi – Presidente Panatlhon Lucca

h 09.15/09.30
Saluto ai partecipanti
Massimo Toschi
Rappresentante del Consiglio Regionale Toscana

h 09.30/10.45
Tavola rotonda – Prima parte
“Il mio secondo tempo – sport+disabilità=vita”
Moderatori
Massimo Porciani – Presidente CIP Toscana
Lorenzo Michelotti – Michelotti Orthopedic Solutions
Relatori
Giusy Versace – Nazionale Italiana Paralimpica di Atletica
Sara Morganti – Equitazione – campionessa italiana
e mondiale di ParaDressage
Alessia Biagini – Nazionale Italiana di Scherma Paralimpica
Salvatore Iudica – Calciatore Nazionale Italiana Amputati
Emiliano Malagoli – Team Di.Di. Campionato Motociclistico Bridgestone

h 10.45/11.00
Coffee Break

h 11.00/12.30
Tavola rotonda – Seconda Parte
“Il mio secondo tempo – sport+disabilità=vita”
Moderatori
Marco Pellizzon – Michelotti Orthopedic Solutions
Salvatore Conte – Delegato Provinciale Prato CIP
Relatori
Dario Ercolano – Boxing Club Livorno
Nicola Codega – Tennis SIL, autore del libro “Sempre in piedi”
Lorenzo Pellegrini – Volpi Rosse Firenze Wheelchair Basket
Gianluca Orsi – Tecnico Coach Baskin GLADIATORIUS

h 12.30/13.00
Presentazione del progetto scolastico
“Un ostacolo per amico”
Relatori
Donatella Buonriposi – Provveditore agli studi Lucca

h 13.30/14.30
Pranzo Buffet

h 14.30/16.30
Dimostrazioni di Sport
Pugilato – Motociclismo
Sitting Volley – Wheelchair Basket
Baskin – Scherma Paralimpica – Tiro a Segno

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LE SFIDE: LA STORIA DI ROBERTO PUNZO

Lo sport paralimpico è un modo diverso di pensare lo sport, che valorizza la partecipazione nell’ottica dell’inclusione sociale.

Roberto Punzo, militare dell’Esercito Italiano, è da poco tornato dal Carlton Irish Para-Badminton International di Dublino, al quale ha partecipato… ecco la sua storia.

IMG_0912Ci racconti qualcosa di te? Nome, cognome, età, professione…
Il mio cordiale saluto a tutti i lettori di questo blog! Mi presento: Roberto Punzo, 51 anni, militare dell’Esercito Italiano, in servizio con la mia disabilità, una condizione di servizio che testimonia come la nostra Repubblica sia tuttora uno Stato di diritto, capace di far fronte a sfide sociali, anche se molto c’è ancora da fare…

Come hai conosciuto Ortopedia Michelotti? Che supporto ti ha offerto?
Ho conosciuto l’Ortopedia Michelotti in occasione dell’edizione 2015 di FOLGORE NO LIMITS, un’altra pagina di storia positiva e fattiva della convivenza sociale italiana, organizzata dalla Brigata Paracadutisti dell’Esercito Italiano a Livorno, in collaborazione con il Comitato Italiano Paralimpico: una giornata che ha visto protagonisti circa 900 studenti delle scuole di Livorno, con i loro insegnanti, genitori, familiari e i paracadutisti della Folgore. Una straordinaria occasione di incontro, confronto e sostegno, grazie alla presenza di agenzie sociali e aziende del territorio, coinvolte nella costruzione di un quotidiano migliore per tutti coloro che, con la propria disabilità, vogliono felicemente continuare a vivere la propria quotidianità. Ne ho beneficiato anch’io! Avevo bisogno di una carrozzina per praticare il para-badminton, uno sport che mi ha subito affascinato, dopo averne fatto conoscenza a marzo, in occasione di un raduno del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa, gruppo nato per promuovere e favorire la pratica sportiva dei militari con disabilità. Il personale dell’Ortopedia Michelotti è stato pronto e generoso, fornendomi l’ausilio desiderato.

Come affronti la disabilità nel quotidiano?
La disabilità è una condizione che arricchisce la mia esperienza di vita. Permette il lusso di tentare di sfuggire all’omologazione, a quell’assimilazione che porta a dimenticare le differenze che connotano, singolarmente, ciascuno di noi. Le persone senza disabilità mi sembrano un po’ distratte in tal senso. Della differenza non bisogna aver paura, occorre valorizzarla. Lo sport paralimpico è un modo diverso di pensare lo sport, che valorizza la partecipazione nell’ottica dell’inclusione sociale.

IMG_0911Sappiamo che hai partecipato al Carlton Irish Para-Badminton International di Dublino: di cosa si tratta?
Si tratta di un mio sogno realizzato, grazie anche alla carrozzina fornitami dall’Ortopedia Michelotti… Con il sostegno della Federazione Italiana Badminton (F.I.Ba.) e dell’Esercito Italiano, ho partecipato a questo torneo internazionale di para-badminton in Irlanda. Le circostanze hanno fatto sì che fossi il primo giocatore italiano a poter risultare classificato nella classe WH2 (paraplegia). Mi sono trovato così a competere con giocatori decisamente più esperti e forti di me, in particolare asiatici. Dal punto di vista del risultato tecnico, devo dire che sono state le sconfitte forse più costruttive che avrei potuto immaginare, essendo riuscito anche ad aumentare costantemente i punti realizzati nelle tre gare. Ma ci tengo a sottolineare il pieno successo della partecipazione, perché tra le Federazioni internazionali quella italiana era da tempo attesa nel para-badminton. Il badminton è il terzo sport più praticato nel mondo e il para-badminton sarà sport dimostrativo alle paralimpiadi di Rio nel 2016, per poi essere parte del programma ufficiale a Tokyo nel 2020. Sono felice e onorato di far parte di questo movimento sportivo e intendo proseguire. Mi piacerebbe che tanti ragazzi e ragazze con disabilità provassero il para-badminton, che esalta dinamismo e reattività dei giocatori. Vorrei che tutti provassero il piacere di scoprire o riscoprire, nella disabilità, qualità non manifeste del proprio fisico, grazie al gioco del para-badminton. Partecipare al torneo di Dublino con soli due mesi di pratica sportiva è stato il risultato di una sfida vinta grazie alla sinergia tra la F.I.Ba. e l’Esercito Italiano, i cui militari e le cui strutture sono parte integrante della società e risorsa di capacità, competenze e determinazione sempre a disposizione della comunità nazionale.

Copia di 8Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Continuare nell’attività sportiva. Pratico anche il tiro con l’arco olimpico, da circa un anno, e sarò a Padova per disputare il campionato italiano di para-archery, l’11 e 12 luglio prossimi. Inoltre, dall’8 al 13 settembre si svolgeranno a Stoke Mandeville, in Inghilterra, i mondiali di para-badminton. Mi piacerebbe esserci: a Stoke Mandeville, dove si trova l’ospedale con il più grande reparto di lesioni spinali in Europa, è nato il paralimpismo, proprio per permettere ai militari feriti, veterani della seconda guerra mondiale, la riabilitazione e il reinserimento sociale grazie allo sport. Ho già avuto l’onore di partecipare agli INVICTUS GAMES lo scorso anno a Londra, competizioni volute dal Principe Harry, a cui ha aderito con slancio lo Stato Maggiore della Difesa italiano, per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del rispetto per chi ha servito il proprio Paese e ha rispettato, in quanto militare, una volontà politica democraticamente determinata. La tappa a Stoke Mandeville, nel mio percorso sportivo, sarebbe estremamente significativa.

Che messaggio vorresti lasciare a chi si trova ad affrontare una disabilità?
Per cogliere le occasioni che, anche sorprendentemente, la nuova condizione offre, occorre chiedere aiuto, lasciare che l’orgoglio lasci spazio all’altro che può aiutarti.

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