Successo per la Skarrozzata in centro storico a Lucca

skarrozzataFavorita dal bel tempo, “La Skarrozzata” lucchese si chiude con un bilancio positivo. Diverse persone, tra cui molti giovani, hanno infatti preso parte all’evento organizzato dall’associazione Di Testa Mia per sensibilizzare contro le barriere architettoniche. I partecipanti hanno potuto provare cosa significa attraversare il centro storico di Lucca a bordo di una sedia a rotelle.

La manifestazione è partita da piazza San Michele, dove erano stati allestiti degli stand dell’associazione Di Testa Mia, dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) e dell’Ortopedia Michelotti, che assieme a Ottobock Italia ha messo a disposizioni gratuitamente le carrozzine. Dopo le foto di rito, i partecipanti si sono mossi verso via Calderia, in direzione di piazza San Salvatore (dove c’è la statua della “Pupporona”), incrociandosi con un concomitante corteo di auto d’epoca. Durante il percorso, gli accompagnatori invitavano i presenti a osservare gli ingressi dei negozi del centro storico, per verificare se erano accessibili. Imboccata via Buia, il gruppo ha proseguito verso via Fillungo, per poi dirigersi verso piazza Guidiccioni. Lungo il tragitto alcune carrozzine hanno avuto qualche difficoltà a muoversi su un pavimento non regolare. I partecipanti si muovevano con le sedie a rotelle da soli o aiutati da un accompagnatore. Il percorso è poi andato avanti verso via Guinigi e via Santa Croce per poi deviare in via delle Trombe e sbucare in piazza Antelminelli, di fianco al Duomo. Arrivati alla chiesa di San Martino, i più coraggiosi hanno provato a salire lungo la pedana che dovrebbe consentire l’accesso al luogo di culto. Una pedana decisamente troppo pendente per poter essere attraversata in carrozzina. Il gruppo ha poi ripreso verso piazza Napoleone per tornare infine al luogo di partenza, dove si è svolto un concerto della cantante Emma Morton.

“È stata veramente una manifestazione meravigliosa – ha commentato il presidente dell’associazione Di Testa Mia, Emmanuele Papi. – Non ci aspettavamo una partecipazione così numerosa, siamo veramente contenti”. Soddisfatta anche la vicesindaco Ilaria Vietina. Il Comune di Lucca è stato partner dell’evento. “Abbiamo lavorato tanto per l’accessibilità – ha spiegato Vietina – ma c’è ancora molto da cambiare in termini di cultura condivisa. Quella che questi ragazzi ci hanno proposto, e che il Comune ha voluto sostenere e realizzare, è proprio un’occasione di crescita comune per tutti”.

Hanno inoltre patrocinato l’evento la Provincia, l’Azienda USL Toscana Nord Ovest, il CNV, i comuni di Capannori, Altopascio, Porcari e Careggine.

Atleti disabili in campo grazie all’ortopedia Michelotti

basket_in_carrozzina_della_onlus_TdsÈ stata fondata il giorno di San Valentino per amore dello sport ma anche per garantire la promozione e la diffusione dello sport per disabili, con particolare riferimento a basket in carrozzina, baskin e nuoto in tutto il territorio toscano. La onlus Toscana Disabili e Sport tra i suoi testimonial più importanti ha sicuramente Ardit e Indrit Gjonku, gemelli classe 1996, origini albanesi, nati a Reggio Calabria ma cresciuti a Livorno come dimostra il loro spiccatissimo accento labronico. Ardit grande appassionato di basket, da un anno ha deciso di ‘sedersi’ in carrozzina per poter giocare con il fratello Indrit, campione di scherma del Fides Livorno.

basket in carrozzina della onlus TdsI due gemelli ora sta affrontando una nuova avventura resa possibile da un allenatore, Maurizio Melis, che li ha spinti a provare insieme questo sport in grado di integrare alla perfezione normodotati e disabili, sia fisici che cognitivi/mentali e che sta diventando realtà con il supporto dell’ortopedia Michelotti di Lucca che, grazie ad un’esperienza nel settore di oltre 100 anni e avvalendosi della collaborazione di un partner tecnico come Ottobock, sta supportando l’attività di Toscana Disabili Sport e dei gemelli Gjonku.

“L’idea della onlus è quella di dare la possibilità a persone di Livorno, ma più in generale di tutta la Toscana, di praticare sport al loro livello, che siano normodotate o paraplegiche poco importa – spiega Ardit che all’ortopedia Michelotti, insieme al fratello Indrit e ai genitori, sta perfezionando le ultime modifiche alle carrozzine da gara -. Vogliamo allargarci con l’associazione anche al sitting volley, al nuoto e al tiro con l’arco. In questo momento l’associazione, che ha poco più di un anno, ha bisogno di un po’ di tutto, ma cerchiamo ragazzi che abbiano voglia di giocare con noi”.

Indrit, che da molti anni grazie al Fides Livorno pratica la scherma in carrozzina (il primo in 135 anni di storia della società), ha iniziato insieme al fratello a cimentarsi anche con il basket. “Domenica prossima avrò una gara nazionale importante a Roma, ma sono stato a Lucca per sistemare la carrozzina anche per i prossimi allenamenti di basket – racconta il livornese -. Da Michelotti ho trovato tecnici molto bravi, in particolare Cristian Bruno. Ho imparato a conoscere lui e gli altri ‘meccanici’ a Siena, al campus del comitato paralimpico nazionale. Hanno una grande professionalità che serve per migliorare il mezzo meccanico e di conseguenza anche la mia prestazione in campo ma sono persone di cuore. Grazie a loro per tutti c’è una possibilità in più per fare sport e farlo a livelli sempre più alti”.

i_fratelli_Ardit_e_Indrit_Gjonku_allinterno_dellortopedia_MichelottiNon a caso l’ortopedia Michelotti, proprio con il suo tecnico Cristian Bruno, sarà presente sabato 18 marzo alla tappa di coppa del mondo di scherma in programma a Pisa. Un evento internazionale che richiede, comunque, anche la presenza di meccanici in grado di risolvere, come in un pit-stop di formula uno, nel più breve tempo possibile ogni tipo di inconveniente. Nel frattempo, però, Ardit e Indrit fanno un appello alle mamme che hanno figli disabili. “Li invitiamo ad avvicinarsi allo sport: è divertente, si suda e si passa del tempo insieme. Non ci sono controindicazioni”.

Inaugurazione a Follonica!

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Sabato 18 febbraio 2017 Michelotti Ortopedia ha avuto l’immenso piacere di inaugurare un nuovo punto vendita all’interno della splendida cornice costiera della città di Follonica.

Dopo il consueto rinfresco, i partecipanti hanno avuto modo di visitare in anteprima i locali del nuovo centro Michelotti, e di partecipare a un piccolo convegno inaugurale.

Un ringraziamento sentito va a tutti i presenti, agli ospiti, e ai ragazzi del nostro Staff che come sempre dimostrano tanta voglia di fare, impegno e professionalità: da oggi, infatti, anche gli abitanti di Follonica e dintorni potranno approfittare di tutta la competenza e serietà dei nostri collaboratori, e di approfittare della qualità che contraddistingue da sempre Michelotti Ortopedia.

Vuoi venire a trovarci? siamo in Via del Turismo 15… ti aspettiamo!

 

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I traumi del ginocchio nello Sci Alpino

I traumi più frequenti a carico dell’articolazione del ginocchio sono le distorsioni: i meccanismi di infortunio variano da sport a sport, noi andremo ad analizzare quelli che si verificano nell’ambito dello sci alpino, che tra l’altro sono anche i più frequenti.

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La traumatologia dello sci è notevolmente cambiata negli ultimi decenni a causa dell’evoluzione che ha riguardato i materiali da sci. In passato l’energia torsionale prodotta in caso di caduta si caricava principalmente a livello dei 2/3 inferiori della gamba producendo più frequentemente fratture malleolari o tibiali. Negli anni ’70 la progressiva introduzione di scarponi di plastica con scafo più alto e rigido rispetto ai più vecchi scarponi in cuoio, ha spostato verso il ginocchio l’energia torsionale derivante da una caduta.

Ciò ha determinato un enorme incremento del numero di distorsioni di ginocchio, a fronte di un corrispondente calo del numero di fratture malleolari e/o di gamba. È interessante notare come tale incremento si sia verificato nonostante sia aumentata la sicurezza globale dei sistemi di protezione sulle piste e nonostante sia aumentata l’efficacia degli attacchi di sicurezza. I motivi di tale fenomeno vanno ricercati, oltre che nella aumentata altezza e rigidità degli scarponi, anche nel notevole incremento delle velocità di percorrenza delle curve, sia in discesa libera che negli slalom,  tanto da ridurre al minimo il margine di recupero dell’atleta in caso di errore tecnico. Il numero delle distorsioni di ginocchio è oggi talmente elevato da poter affermare che, dagli anni ’80, è iniziata l’era del crociato da sci.

Lesioni da sci

 

LESIONI

La lesione isolata più frequente riguarda il Legamento Collaterale Interno (L. C. I.), poiché la lesione isolata del Legamento Crociato Anteriore (L. C. A.) si verifica solo nel 20% dei casi, e ancora più rara è la lesione isolata del Legamento Collaterale Esterno (L. C. E.).

Nel caso di lesioni combinate, si ha quasi sempre la lesione del L. C. A. che a sua volta si associa alla rottura di almeno uno dei due menischi. Una delle lesioni combinate più frequenti è rappresentata da quella che viene definita la “triade infausta di Trillat”, in cui è presente la lesione del L. C. A., del L. C. I. e del menisco interno.

Esaminiamo ora i vari meccanismi con i quali può essere prodotta una lesione dei legamenti del ginocchio e come alcune di queste lesioni, negli atleti di alto livello, si possano verificare anche in assenza di caduta.

VALGO-STRESS PURO: è uno dei meccanismi di rottura più frequenti in assoluto. Determina la rottura isolata del legamento collaterale interno.

VARO-STRESS PURO: è un meccanismo traumatico piuttosto raro attraverso il quale si produce la lesione isolata del legamento collaterale esterno.

VALGO-ROTAZIONE ESTERNA: è il meccanismo più frequente di rottura del L. C. A. . Avviene mentre il piede è bloccato al suolo e ruota all’esterno rispetto alla direzione di avanzamento, il corpo continua il suo moto verso l’avanti e allo stesso tempo si accentua l’angolo di valgismo tra il femore e la tibia.

VARO-ROTAZIONE INTERNA: meccanismo più raro nel quale il piede è bloccato al suolo e ruota all’interno rispetto alla direzione di avanzamento mentre il corpo continua il suo moto verso l’avanti e si accentua l’angolo di varismo tra il femore e la tibia.

ROTTURA DA SCARPONE: si verifica in seguito ad un improvviso arretramento del baricentro con conseguente tentativo dell’atleta di ristabilire la centralità dell’assetto facendo leva sul bordo posteriore dello scarpone.

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Inoltre, esaminando con attenzione gli incidenti subiti dagli atleti possiamo individuare tre modalità attraverso le quali un arretramento del baricentro possa portare alla rottura del L. C. A. , e la lesione non è causata dalla caduta ma dal bordo posteriore dello scarpone che trasmette al ginocchio l’energia meccanica accumulata durante l’arretramento.

Esaminiamo queste modalità una ad una:

RECUPERO DA POSIZIONE IN ARRETRAMENTO: L’atleta perde centralità, si appoggia prevalentemente su un solo sci e arretra il suo baricentro. Il ginocchio dell’arto in appoggio è in iperflessione ed extrarotazione, mentre il quadricipite si contrae per ristabilire l’equilibrio e la gamba è bloccata nel sistema sci-attacchi-scarpone, sollecitando un’ulteriore spinta passiva sulla tibia verso l’avanti.

ATTERRAGGIO DA UN SALTO SU PENDIO PIATTO: Un errore tecnico durante la fase di stacco o di volo può causare un arretramento del baricentro durante l’atterraggio che, se avviene su terreno con scarsa pendenza, comporta un aumento dell’energia di impatto al suolo. In queste condizioni l’arretramento del baricentro causa una iperflessione del ginocchio difficilmente contrastabile dall’atleta e può produrre una rottura del L. C. A. con le stesse modalità osservate al punto precedente.

ATTERRAGGIO DA UN SALTO SU PENDIO RIPIDO: È la modalità più nuova osservata all’inizio degli anni ’90 in alcuni incidenti occorsi durante le gare di coppe del Mondo. L’atleta, durante la fase di volo, arretra ed inclina lateralmente il suo baricentro cosicché la prima fase dell’atterraggio avviene scaricando tutta l’energia sulla porzione posteriore di uno solo dei due sci che subisce una notevole deformazione in flessione.

Sci

 

CONCLUSIONI

Anche se il meccanismo classico di lesione del L. C. A. è il trauma in valgo-rotazione esterna, nella pratica dello sci esistono alcuni meccanismi lesivi specifici, caratterizzati spesso dal livello tecnico dello sportivo, e spesso determinati anche dalla tipologia delle attrezzature.

Negli sciatori di livello medio-basso, un meccanismo lesivo caratteristico è il “Phantom foot mechanism”, in cui a seguito di una perdita di equilibrio con il trasferimento del baricentro posteriormente, si caricano le code degli sci; ne consegue un trasferimento del carico sullo sci a valle con relativo aumento della presa di spigolo e accelerazione dello sci stesso: lo scarpone applica una forza traslante anteriore dell’epifisi prossimale della tibia con tensione e successiva possibile rottura del L. C. A., che può spesso associarsi alla lesione del L. C. I. dovuta alla caduta con stress in valgo del ginocchio.

Un ultimo e più raro meccanismo di lesione è rappresentato dall’iperflessione del ginocchio con rotazione interna della tibia, di nuovo caratteristico dei principianti a causa della tipica posizione arretrata di discesa.

È importante sottolineare come proprio la minor incidenza di un meccanismo traumatico di tipo torsionale, determini la netta riduzione dell’incidenza di lesioni meniscali associate a lesioni del L. C. A. nella popolazione di sciatori rispetto alla popolazione di soggetti praticanti altri sport.

In tale tipologia di lesioni è essenziale una accurata diagnosi per poter correttamente impostare il trattamento adeguato; nelle lesioni complete isolate del L. C. A. sarà indicata la sua ricostruzione con le ormai diffuse e consolidate tecniche che prevedono l’uso di innesti autologhi, di cui i più utilizzati sono il tendine rotuleo ed i tendini del gracile e del semitendinoso duplicati.

Nelle lesioni combinate (L. C. A. + L. C. M.) usualmente è preferito attendere la guarigione del L. C. M. in brace (lesioni di I e II) con successiva ricostruzione del L. C. A., lasciando il trattamento chirurgico simultaneo nelle lesioni più gravi (lesione III del L. C. M. + lesione L. C. A.).

Negli ultimi tempi il miglioramento delle conoscenze biomeccaniche e funzionali dell’articolazione, unito ad un perfezionamento delle tecniche chirurgiche, ha dato impulso a nuove metodiche come la tecnica ricostruttiva del “doppio fascio”:  questa tecnica consiste  nella ricostruzione distinta del fascio AM e PL del L. C. A. , al fine di riprodurre il più fisiologicamente possibile la funzione stabilizzatrice del L. C. A. sia nella sua componente postero-anteriore che in quella rotazionale.

Anche nell’ambito delle lesioni parziali del L. C. A.  la chirurgia ha avuto grande impulso negli ultimi tempi tendendo alla ricostruzione del fascio lesionato con ST duplicato.

Sono auspicabili ulteriori studi che possano indicare una razionale diversificazione nel trattamento chirurgico in funzione delle varie specialità, come ad esempio l’uso del tendine rotuleo o, quando possibile, l’uso del solo semitendinoso triplicato o quadruplicato.

 


BIBLIOGRAFIA

•             Sci Italiano (FISI-CONI)

•             Sci Italiano 2004 (FISI-CONI-COLNAZ-AMSI)

•             Le forze da allenare nello sci alpino- P.Artico

•             La riabilitazione negli sport invernali e di montagna- G. Roi e F. Tencone

•             Il ginocchio, biomeccanica, traumatologia, riabilitazione-  N. Biscotti

•             Traumi da sci: lesioni capsulo-legamentose di ginocchio nello sci agonistico- H. Schonhuber e R.Leo

•             www.telemarktribe.com

•             www.isokinetic.com 

•             www.sportinvernali.com

•             www.teamsalute.it

•             www.pubmed.com

•             www.loran-engineering.com

•             www.ortholabs.it

•             www.stampasportiva.com

•             www.trauma-sport.it

•             www.sanitaritalia.it

•             www.footclinic.it

•             www.riabilitazione-sportiva.it/gin_traumatismi.html

•             www.riabilitazione-sportiva.it/ginocchio.html

•             www.emergenzemediche.net/emme0042.htm

•             www.fisioterapia-riabilitazione.com/fratture-del-ginocchio.html

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Lo sci alpino: consigli utili per la preparazione

SciLo sci alpino è uno sport praticato ormai da buona parte della popolazione ma, troppo spesso affrontato con leggerezza e senza una buona preparazione fisica, necessaria invece, affinché il nostro organismo possa affrontare questa attività in sicurezza e facendo il possibile per scongiurare eventuali infortuni.

È uno sport particolarmente impegnativo, richiede resistenza, capacità propriocettiva ed una buona esplosività, anche se non praticato a livello agonistico: infatti, se non adeguatamente preparati, il nostro organismo può facilmente risentire delle eccessive e ripetute sollecitazioni.

Per lo sciatore cosiddetto “della domenica”, la preparazione può essere eseguita tranquillamente anche da casa propria.
Sono necessari alcuni semplici attrezzi: un tappetino, una tavoletta propriocettiva, una corda e una cyclette o qualsiasi altro attrezzo per fare riscaldamento, anche un semplice scalino.

È fondamentale riscaldare il corpo, muscoli e articolazioni per almeno 10 minuti per poi passare successivamente ad un lavoro aerobico attraverso una maggiore intensità fisica, alternando periodi con frequenza cardiaca media a periodi di frequenza cardiaca alta, in modo da preparare così l’apparato cardio-respiratorio a sostenere sforzi ripetuti e protratti nel tempo.

stretchingAltro punto basilare è allenare la resistenza.
Dobbiamo quindi preferire esercizi che coinvolgano le grandi masse muscolari compresa la parte superiore del corpo troppo spesso sottovalutata andando quindi ad allenare trapezi, dorsali, addominali, pettorali, bicipiti, tricipiti ecc…
Uno degli esercizi più utilizzati per il potenziamento è lo squat, ma attenzione perché potrebbe diventare, se non eseguito correttamente e con il giusto carico, uno degli esercizi più nocivi per schiena e ginocchia.

La forza esplosiva invece, serve ad aumentare la rapidità di esecuzione attraverso salti, balzi e piegamenti ed è anche complice di una stimolazione propriocettiva necessaria per un buon equilibrio neuro-muscolare.
Per ottenerlo, sono dunque utili tutti gli esercizi propriocettivi, fondamentali per abituare il corpo ai terreni instabili, ai continui cambi di direzione e ritmo tipici dello sci.
Devono essere obbligatoriamente eseguiti a piedi nudi con l’ausilio di tavolette oscillanti in modo da simulare la sciata. Si tratta quindi di una stimolazione neuro-motoria utile ad educare i riflessi ed avere un controllo ottimale del corpo nello spazio.

Ultimo, ma non per questo meno importante un buono stretching, in modo da riportare i muscoli nello stato di allungamento iniziale, attività da eseguire molto lentamente e senza mai sentire dolore.

Cento anni di Michelotti: grazie a tutti!

Anche se è passato un po’ di tempo dall’eccezionale evento della celebrazione del nostro Centenario di attività, i ricordi e le memorie di quella giornata indimenticabile rimangono vividi in ognuno di noi.

Vogliamo innanzitutto pubblicare l’album fotografico con le immagini più belle di quei momenti, che hanno visto come protagonisti tanti amici, vecchi e nuovi, riunirsi per celebrare quelli che sono stati 100 anni di vera e propria storia.

La nostra storia è fatta di esperienze, di vita, di persone, di racconti… racconti che abbiamo voluto condividere con tutti in questa giornata DAVVERO speciale, e vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno partecipato, tutti gli sponsor e tutte le ditte che hanno contribuito a supportare la giornata e a tutti gli amici e tutti coloro che negli anni hanno seguito questo percorso al nostro fianco.

Grazie di ♥!

Un Ostacolo per Amico – Edizione 2016

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Un Ostacolo per Amico 2016

In occasione dell’anno del suo centenario, Michelotti Ortopedia è lieta di presentare la seconda edizione dell’evento “Un Ostacolo per Amico”, che già ha avuto grande successo nel settembre dello scorso anno.

La manifestazione prevederà incontri con grandi atleti del panorama paralimpico italiano, dimostrazioni sportive e tavole rotonde sugli argomenti in tema.

Vi aspettiamo numerosi per la giornata di sabato 17 settembre presso la sede centrale di Michelotti Ortopedia, in via di Tiglio 1611/M-S a San Filippo (Lucca).

Ti aspettiamo!

PROGRAMMA DELLA GIORNATA:

h 16.30
Presentazione dell’evento e saluto ai partecipanti
Loris Figoli

h 16.45
Saluto alle autorità e presentazione degli organizzatori

h 17.00/18.15
Inizio Convegno Tavola Rotonda “Un Ostacolo per Amico”
(Arturo GuidiMassimo Porciani)

Moderatori
Arturo Guidi – Presidente Panathlon International Lucca
Massimo Porciani – Presidente CIP Toscana

Partecipanti
Lorenzo Michelotti – (Michelotti Ortopedia, membro della ISPO International Society for Prosthetics and Orthotics Italia)
Andrea Lanfri – Primatista italiano 100mt cat. T33
Emiliano Malagoli – Pilota Motociclismo Internazionale, Presidente Associazione Di. Di.
Dario Ercolano – Pugilato
Vittoria Giordano - Nazionale Italiana Tiro a Segno
Alessia Biagini – Nazionale Italiana Scherma
Salvatore Iudica – Nazionale Italiana Calcio
Nicola Codega - Tennis

h 18.30
Saluto ai partecipanti in collegamento video dalle Paralimpiadi di Rio
(Sara Morganti)

h 19.00
Aperitivo con Live Cover Band e Special Guest

h 20.00
Presentazione Video Michelotti Centenario
Presentazione Mostra Michelotti Centenario
Presentazione Pubblicazione Centenario
(Claudio Dell’AmicoLorenzo Michelotti)

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Il plantare sportivo: parla l’esperto Marco Davini

Per la rubrica approfondimenti, Michelotti intervista il suo esperto di plantari, il Dott. Marco Davini.

 

Plantare sportivo Michelotti

Che differenza c’è tra un plantare sportivo e un plantare classico? 

La differenza principale tra un plantare classico e uno sportivo sta nell’uso: mentre il primo accompagna la persona nella vita di tutti i giorni, il plantare sportivo deve rispondere alle sollecitazioni che il piede riceve durante l’attività sportiva, sollecitazioni ben più intense rispetto a quelle a cui viene sottoposto il piede normalmente. La differente risposta a questo tipo di attività viene fornita grazie all’uso di materiali differenti, spesso più flessibili e performanti, che possono variare anche in base al peso stesso della persona.

 

Quali passi vengono seguiti per la progettazione e la realizzazione di un plantare sportivo?

Prima di tutto viene fatta una visita baropodometrica per monitorare gli appoggi del piede, sia quando il paziente è fermo che quando è in movimento; a seguire viene presa l’impronta del piede in posizione neutra, con bende gessate o schiume fenoliche.

Una volta lavorato il gesso e preparato lo stampo, viene realizzato un plantare con anima flessibile e rivestimento più o meno spesso, in base allo sport specifico che l’atleta andrà a fare.

 

Qual è la vita media di un plantare di questo tipo?

Solitamente la durata di un plantare va in base all’utilizzo e al tipo di materiale con cui viene costruito, quindi l’età media può variare in base a molti fattori; sta di fatto che, ogni sei mesi a seguire, verrà effettuato un controllo, che ha il duplice scopo di controllare lo stato del prodotto e di mantenere un rapporto duraturo e costante con il cliente.

 

Se avessi bisogno di un plantare sportivo, cosa posso fare per averne uno su misura?

Sicuramente il primo passo verso un piede più sano è quello di contattarci subito e prendere appuntamento per un’analisi strumentale!

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LE SFIDE: LA STORIA DI ANDREA LANFRI

Maggiore è la stima che nutriamo di noi stessi, migliore è la percezione che la gente avrà di noi. Difficile crederci, per chi è abituato a vedere solo l’immagine.

Andrea Lanfri ha perso entrambe le gambe a causa di una grave malattia. Nel giro di un anno, la sua vita è cambiata diametralmente: vogliamo raccontarvi come.

Foto Andrea Lanfri arrampicataCi racconti qualcosa di te?
Il mio nome è Andrea Lanfri, vivo a S. Andrea di Compito, un paesino vicino Lucca da quando sono nato e ho 29 anni. Un anno fa, nel gennaio del 2015, a causa di una malattia conosciuta come meningite fulminante ho perso entrambe le gambe dal ginocchio in giù e quasi tutte le dita di entrambe le mani,a e ho solamente i pollici. Grazie alle protesi e a molto duro lavoro, sono tornato a camminare di nuovo, e in meno di un anno ho ricominciato a correre, arrampicare, allenarmi, e a prepararmi per la stagione competitiva del 2016.

Come hai conosciuto Michelotti Ortopedia? Che supporto ti ha offerto?
Dal momento in cui si è rivelato necessario l’uso di protesi per poter tornare a camminare, io e la mia famiglia ci siamo rivolti a Michelotti Ortopedia, che ha seguito sin da subito il mio caso, offrendomi tutto il supporto di cui avevo bisogno. Ricominciare a camminare è stata un’impresa titanica che mi è costata tanta fatica e dolore: all’inizio non riuscivo a stare molto in piedi come riesco a starci adesso, perché la protesi è comunque un corpo estraneo, non è semplice come indossare un paio di scarpe, ma grazie alla mia forza di volontà, al supporto di famiglia e amici e alla professionalità di Michelotti, oggi sono tornato a camminare, correre e nuotare, e anche a riprendere la mia passione più grande, ovvero la montagna, riprendendo in mano la mia autonomia e indipendenza.

Inoltre, grazie a Michelotti, dove ho trovato molto sostegno in tutto, e anche grazie a tante altre società e associazioni che si sono offerte di aiutarmi, sono riuscito a raccogliere abbastanza fondi per realizzare un paio di protesi da corsa, che mi hanno permesso di tornare in pista, in montagna, e di riprendere ad allenarmi a livelli competitivi, oltre ad aiutarmi con un mio progetto speciale che cercherò di realizzare a fine anno: un cammino di ben 800 km.

Foto Andrea Lanfri ArrampicataCome affronti la disabilità nel quotidiano?
Ho dovuto imparare nuovamente a camminare, scrivere e mangiare. Il mio nemico più grande è diventata la quotidianità con cui combattere ogni giorno e che ogni giorno mi pone davanti nuove sfide, che però affronto a testa alta.
Ho imparato a valorizzare ciò che ho senza pensare a cosa non ho più, e a vedere il lato positivo in ogni situazione, seguendo i miei sogni, le mie passioni e le mie ambizioni.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Voglio tornare a correre, a gareggiare, voglio provare di nuovo il brivido della corsa, il vento in faccia. Le protesi “normali” questo non lo consentono, ma con protesi apposite posso finalmente tornare in pista e rimettermi in gioco. Sarà solo un’altra sfida da superare, e la affronterò come sempre: positivo, col sorriso sulle labbra e con la voglia di raggiungere la vetta.

Che messaggio vorresti lasciare a chi si trova ad affrontare una disabilità?
Voglio incoraggiare altre persone disabili dire loro di non abbattersi, ma guardare la vita con fiducia. Basta volere, i limiti sono fatti per essere superati: maggiore è la stima che nutriamo di noi stessi, migliore è la percezione che la gente avrà di noi. Difficile crederci, per chi è abituato a vedere solo l’immagine.

Puoi scoprire di più su Andrea consultando il suo sito web: www.lanfriandrea.it

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UN OSTACOLO PER AMICO: GRAZIE A TUTTI!

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L’evento “Un Ostacolo per Amico”, tenutosi venerdì 25 settembre in occasione del Settembre Lucchese presso la sede di Michelotti Ortopedia, ha riscosso un grandissimo successo e un numero impressionante di partecipanti.

La partecipazione di tutti i presenti alle varie attività, sia di discussione che dimostrative, hanno spianato ogni barriera, permettendo così a tutti di godere appieno di questa splendida giornata dedicata allo sport e alla vita.

Grazie ancora a tutti i protagonisti che hanno preso parte all’evento, portando la loro testimonianza e raccontandoci la loro storia, ma grazie anche a tutti coloro che hanno partecipato.

Alla prossima!

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